Prima hanno negato, ma adesso arrivano le ammissioni. I giganti del web hanno rivelato i dati sulle richieste di informazioni ricevute dal governo statunitense nell'ambito del pervasivo programma di spionaggio organizzato dall'
Nsa, l'agenzia per la
Sicurezza Nazionale americana.
Facebook e
Microsoft -che stanno cercando di riguadagnare credibilità agli occhi degli utenti dopo che si è saputo che il cosiddetto
programma Prism consente al governo Usa di accedere direttamente ai server di nove dei maggiori colossi Internet- hanno raggiunto
un accordo con Washington per diffondere alcune limitate informazioni sul numero di richieste ricevute. Facebook è stato il primo a diffondere una serie di dati aggregati: nella seconda meta' del 2012 ha ricevuto tra le 9mila e le 10mila richieste di informazioni private da parte delle autorita'; e queste hanno riguardato 18mila/19mila account di utenti, una cifra che Facebook giudica "una frazione minima" dell'oltre 1,1 milioni di utenti.
Il tenore delle richieste è vario: si va dalle inchieste della polizia su sparizione di bambini, ai piccoli reati, alle minacce terroristiche. Microsoft ha rivelato di aver ricevuto tra le 6mila e le 7mila richieste di dati su circa 31mila account di utenti nella seconda meta' del 2012. Nel tentativo di rassicurare gli utenti, l'avvocato di Facebook, Ted Ullyot, ha voluto comunque sottolineare che
l'azienda protegge "in maniera dura" la privacy dei suoi utenti: "Spesso respingiamo queste richieste in maniera definitiva, oppure chiediamo al governo di ridurre le sue richieste, o semplicemente gli diamo molti meno dati di quelli voluti.
E rispondiamo solo nel quadro della legge".

Giannuli: "I servizi segreti non solo ci spiano ma manipolano anche il mondo dell’informazione"
Lo scandalo Verizon ha fatto emergere che da anni milioni di americani vengono spiati al telefono e sul web. La notizia ha fatto insorgere le associazioni per la difesa dei diritti civili e ha riportato alla ribalta il ruolo e l’importanza dei servizi segreti di cui spesso ci si dimentica facilmente. In Italia uno dei massimi esperti in materia è Aldo Giannuli, storico contemporaneo dell’Università degli Studi di Milano e autore di diversi libri sull’argomento: Come funzionano i servizi segreti (2009 Ponte alle Grazie) e Come i servizi segreti usano i media (Ponte alle Grazie nel 2012) sono i più recenti