Premesso che la semplice idea di
spiare qualcuno prevede che il soggetto spiato si trovi all'oscuro della situazione, i recenti
scandali che hanno investito Facebook e alcuni
utilizzi impropri messi in atto da enti governativi desiderosi di reperire dati sensibili per finalità anti-terroristiche, paiono volgere al termine, così come al farsa in cui le
Intelligence provano a provvedere alla sicurezza del loro paese via social network.

Entro breve
Facebook andrà ad avvisare i possessori dei profili spiati delle reali intenzioni dei loro governi, invitandoli così ad una sorta di morigerazione mediatica, facendo così crollare l'intero
castello di carte segrete e i relativi strascichi nella aule di tribunale.
Motivata dalla volontà di
mettere in sicurezza e i profili degli utenti e dal desiderio di
impedire altre ingerenze nella loro piattaforma, la scelta dei dirigenti di Facebook è stata annunciata nei giorni scorsi attraverso un post diffuso sulla pagina ufficiale del social network, nel quale si diceva, appunto, che entro breve i soggetti messi sotto sorveglianza da enti governativi riceveranno una notifica dell'avvenuto controllo.
L'iniziativa voluta da
Alex Stamos, capo della sicurezza di Facebook, non è in realtà una novità tout-court, dal momento che anche
Twitter voleva giungere ad un identico sistema di notifiche, reputando che la possibilità di
sentirsi spiati rappresentasse una pessima pubblicità per il sito ed una delle motivazioni del costante esodo in atto dal social network cinguettante.
Sebbene il
sistema di spionaggio governativo, ormai noto e arcinoto, abbia prodotto effetti meno devastanti sulle sorti di Facebook, dal momento che il sito è ormai divenuto una peculiarità irrinunciabile nella nostra vita quotidiana,
Zuckerberg e sodali hanno comunque ritenuto opportuno
ideare una contromossa in grado di salvaguardare la reputazione del loro sito e di fare fallire quel
tentativo di spiare tutti coloro che si trovano a piena conoscenza di essere spiati.
