Ordine della magistratura Usa: resi pubblici 10 documenti sull' ex Beatle spiatoWASHINGTON -
John Lennon «appoggiava gruppi comunisti trotzkisti» e si teneva in rapporto con «leader dell' estrema sinistra a Londra». Non solo. «Sottolineava le sue origini proletarie e si schierava con gli oppressi e i diseredati».
Era pertanto un pericolo politico, in un anno elettorale.

Così nel ' 72 l'
Fbi diceva a
Ken Hadelman, il capo di gabinetto del presidente repubblicano
Nixon, in un' informativa riservata.
Lennon, aggiungeva l' Fbi, potrebbe sostenere il candidato democratico McGovern.
L' informativa recava la firma di Hedgar Hoover, il fondatore della Polizia federale, su cui ordine Lennon era stato sorvegliato dall' ingresso negli Usa.
L' Fbi ha dovuto rilasciare gli ultimi 10 documenti sull' ex Beatles su ingiunzione della magistratura, dopo una battaglia legale durata un quarto di secolo.
Dall' 81, Jon Wiener, uno storico di Lennon docente all' Università californiana di Irvine, aveva ottenuto a poco a poco gli altri dossier grazie alla Legge sulla libertà d' informazione. Ma questi gli erano stati negati perché avrebbero potuto «creare un clima di sfiducia nei nostri confronti, ridicolizzare i nostri agenti, e rovinare i rapporti con l' Inghilterra, ponendo fine alla cooperazione tra i servizi segreti dei nostri Paesi, e forse provocando anche rappresaglie militari».
Wiener ha riassunto il contenuto dei documenti in anteprima sul Los Angeles Times.
Parlano della richiesta all' ex Beatles di due leader comunisti inglesi, Tariq Ali e Robin Blackburn, di finanziare una libreria di sinistra; di una sua intervista a Red mole, un periodico della controcultura di Londra; di una sua campagna in difesa di John Sinclair, cantante americano condannato a dieci anni di carcere per uso di marijuana. Ma conclude l' Fbi, ha riferito lo storico, che non esistevano prove certe che Lennon desse soldi a «sovversivi» e che costituisse «una grave minaccia» per l' America: «Semmai lo scagionano da ogni accusa».
Lo storico, 62 anni, è sempre stato un fan dei Beatles, e ha scritto due libri su Lennon: ha definito «una buffonata» il monito dell' Fbi, ossia che gli effetti della pubblicazione degli ultimi documenti sarebbero stati disastrosi. «Non vedo perché il premier inglese Tony Blair dovrebbe attuare rappresaglie militari - ha osservato in tono di scherno -. Queste cose le sapevamo già. È un disastro solo per l' Fbi, che fa una pessima figura: in quegli anni vedeva streghe comuniste ovunque, da Hollywood a Broadway, spiava tutti gli artisti». Il suo avvocato Dan Marmalefsky lo ha spalleggiato: «Il pubblico aveva il diritto di sapere». Wiener, che lavora a un terzo libro su Lennon, ha battezzato il lungo braccio di ferro con l' Fbi «il Watergate del rock and roll». Lo storico, che critica la polizia federale anche per le sue attività segrete di oggi, intende consegnare copia dei documenti sia alla vedova sia al figlio di Lennon.
