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Einstein addio: superata la velocità della luce
Pubblicato da Marta Buonadonna in Tecnologia • 23/09/2011

Nella teoria della relatività ristretta elaborata da Albert Einstein la velocità della luce rappresenta una costante che non può essere superata. Ma la notizia che arriva oggi dai laboratori del Gran Sasso sembra far traballare questo caposaldo della fisica. La velocità della luce è infatti stata superata dai neutrini (particelle elementari), che sono più veloci della luce di circa 60 nanosecondi.



Nell’esperimento denominato Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso), un fascio di 15.000 neutrini prodotti dall’acceleratore del Cern è stato lanciato verso i laboratori del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che distano 730 km. I dati presentati dagli scenziati dicono che i neutrini impiegano 2,4 millisecondi per coprire la distanza, 60 miliardesimi di secondo in meno rispetto alla velocità attesa. I dati relativi al lavoro degli ultimi tre anni dimostrano che i neutrini battono di circa 20 parti per milione la velocità a cui viaggia la luce che è pari a 300.000 chilometri al secondo.

Per Roberto Petronzio, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, la scoperta, se confermata, “potrebbe avere conseguenze enormi, cambiando il nostro modo di vedere l’universo”. E anche se “Einstein non muore“, la sensazione per Petronzio è ”si possa cominciare a ragionare su una nuova scala e che si entri in un territorio sconosciuto della fisica, nel quale si potrebbero incontrare, per esempio nuove dimensioni o addirittura una nuova costante fondamentale dell’universo”

Quanto ha a che fare questa scoperta con la ricerca del bosone di Higgs che si persegue al Large Hadron Collider del Cern di Ginevra? “L’anomalia osservata e presentata oggi sarebbe ancora più importante rispetto alla scoperta o meno del bosone di Higgs“, sostiene Petronzio, “in quanto riguarderebbe le proprietà generali dello spazio-tempo“.

Antonio Ereditato, fisico dell’Università di Berna e portavoce del rilevatore Opera che ha analizzato i dati, commenta: “Questo risultato arriva come una completa sorpresa. Dopo molti mesi di studi e controlli incrociati non abbiamo trovato nessun effetto della strumentazione che possa spiegare il risultato della misurazione. Mentre i ricercatori di Opera continueranno i loro studi, attendiamo misure indipendenti per poter valutare appieno la natura di questa osservazione”.

I risultati dell’esperimento vengono presentati questo pomeriggio dai ricercatori del Cern. Si può seguire il webcast del seminario a questo indirizzo: http://webcast.cern.ch/.

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