Chi lavora in un istituto bancario degli Stati Uniti e, per ciò stesso, è informato sulle irregolarità che la sua banca mette in atto potrebbe far fruttare questa sua “competenza” diventando un informatore lautamente retribuito dall’amministrazione pubblica...Chi lavora in un istituto bancario degli Stati Uniti e, per ciò stesso,
è informato sulle irregolarità che la sua banca mette in atto potrebbe far fruttare questa sua “competenza” diventando un informatore lautamente retribuito dall’amministrazione pubblica. La sostanza della notizia diffusa dal Financial Times è propria questa e riguarda dirigenti del settore finanziario che, da insider, portano ai regolatori americani della
Securities and Exchange Commission (SEC) registrazioni audio e documenti interni per usufruire di un programma che offre denaro per le denunce di attività finanziarie scorrette.
Molte delle denunce finora pervenute riguarderebbero accuse di falso in bilancio e corruzione internazionale verso società finanziarie e compagnie industriali. Altre riguarderebbero invece la manipolazione del mercato o crimini perpetrati da hedge fund e società di private equity.

Nell'ambito del programma, creato dal
Dodd-Frank Act nel
2010, qualsiasi persona che riporta una denuncia o un reclamo attendibile può beneficiare di una quota variabile tra il 10 e il 30% della somma che la SEC recupera attraverso i tribunali o le transazioni. Si parla quindi di cifre potenzialmente milionarie. Gli apparati della SEC si sono detti assai soddisfatti dei risultati fin qui ottenuti in termini di credibilità delle informazioni ricevute. Tuttavia, nei primi otto mesi di funzionamento del programma ancora nessuno degli insider ha ricevuto premi per la propria attività di “spionaggio”.
In compenso
il meccanismo sta attirando attenzioni anche al di là degli Usa, visto che Reuben Guttman, un avvocato che rappresenta gli informatori, dice di essere stato contattato da colleghi di tutto il mondo (Regno Unito, Nigeria, Paesi Bassi…) per saperne di più.
