Il nome
Zune non è nuovo agli appassionati di tecnologie. Zune è infatti il lettore Mp3 lanciato da
Microsoft negli stati Uniti nel 2006. Un dispositivo tutto sommato ben fatto ma che da noi non è mai arrivato. Peccato.
Nel frattempo Zune è cresciuto ed è diventato qualcosa di più di un semplice
anti-iPod: una piattaforma di servizi a 360 gradi, centrata su un supermercato di contenuti video e musicali, che ricorda molto da vicino
iTunes.
Zune, una piattaforma di servizi a 360 gradiMusica e altri contenuti a pagamento dal Web, dunque. Detta così non è una grande notizia se non per il fatto che questa volta Microsoft ha deciso di aprire l’offerta a 20 nazioni estere (Italia compresa). Una mossa che se non altro aumenterà la concorrenza in un settore pressoché dominato da Apple. A poco meno di 10 euro al mese, ad esempio Microsoft offrirà un abbonamento denominato
Zune Pass che permetterà di scaricare musica senza limiti e ascoltare tracce in streaming. Una cifra allettante che potrebbe stuzzicare gli utenti dal download facile.
Il discorso si fa però più interessante se si considera Zune al’interno dell’ecosistema Microsoft. Se cioè si pensa a Zune come a una sorta di punto di incontro fra tutti i dispositivi che girano su piattaforma Microsoft: i PC motorizzati Windows, dunque, ma anche la Xbox e gli imminenti Windows Phone 7.
È quella che è già stata ribattezzata la strategia dei tre schermi: gli utenti - mediante Zune - acquistano, noleggiano o scaricano in streaming musica e film in alta definizione per poi riprodurli indistintamente sui piccoli display dei cellulari Windows Phone 7, sui monitor dei PC Windows o su un megaschermo collegato alla Xbox.
Che siano i contenuti che seguono l’utente e non il contrario, insomma. Se il concetto passa allora Microsoft potrà dire la sua, altrimenti resterà un’anonima alternativa ad iTunes.
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