Usa, spie russe si dichiarano colpevoli. In cambio Mosca rilascia 4 agenti
Come nei migliori film di spionaggio e nell’immaginario collettivo, nei prossimi giorni avverrà uno scambio di prigionieri, spie nello specifico. I dieci agenti segreti non autorizzati arrestati sul suolo americano il mese scorso si sono dichiarati colpevoli di spionaggio contro gli Stati Uniti. Sono stati condannati all’espulsione e saranno rimpatriati.
In cambio la Russia espellerà quattro prigionieri, anche loro spie, accusate di avere avuto contatti con servizi di intelligence occidentali. L’ordine di espulsione è già stato firmato dal presidente russo, Dmitri A. Medvedev. Tra di loro, anche, una “celebrità”:
Igor Sutyagin.
Lo scienziato nucleare Igor SutyaginNel 2004, dopo il processo, Sutyagin era stato condannato a 15 anni di reclusione, per spionaggio. Dal dicembre 2005 Sutyagin viveva in una colonia penale a Kholmogory, vicino Arckhangelsk, nei pressi del Mar Bianco, nell’estremo nord della Russia europea.
Era dai tempi della guerra fredda che non si verificava uno scambio di spie e sembrava che certe cose, tra i due antichi nemici, USA ed ex-URSS, non dovessero più avvenire. In realtà le quattro spie ‘occidentali’ rilasciate da Mosca sono già in viaggio verso gli Stati Uniti e secondo voci non confermate sono ferme a Vienna, antico crocevia di spie di qualsiasi nazionalità.
La rapida conclusione della vicenda è dovuto al nuovo clima di amicizia tra il presidente americano, Barack Obama e al suo omologo russo, Medvedev. Questa vicenda rischiava di rovinare le buone relazioni diplomatiche. Il procuratore generale Eric H. Holder Jr. ha dichiarato: «L'accordo che abbiamo raggiunto oggi, prevede una risoluzione di successo per gli Stati Uniti e i suoi interessi».
