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Una batteria che dura giorni e si carica 15 minuti. Ma sarà pronta in 3 anni
Pubblicato da Fabio Deotto in Tecnologia • 17/11/2011

Chi come me ha uno smartphone che consuma batteria a velocità vertiginose (HTC Desire HD, per la cronaca), probabilmente si è trovato nella situazione di uscire la sera e doversi portare dietro il caricatore (il che se sei un uomo è un bel problema, dal momento che non hai nemmeno una borsa dove metterlo). Ecco, se tutto va bene, entro massimo 5 anni potremo disporre di superbatterie che si caricano in un lampo per durare settimane.



Parola di Harold H. Kung, l’ingegnere a capo della squadra di ricerca della Northwestern University di Evanston, Illinois, che ha studiato una nuova batteria agli ioni di litio dalle proprietà stupefacenti. “Abbiamo trovato un modo di estendere la carica di un nuovo modello di batteria agli ioni di litio di ben 10 volte” ha dichiarato Kung, in occasione della pubblicazione del lavoro svolto sulla rivista Advanced Energy Materials “Anche dopo 150 caricamenti, che equivalgono a un anno di operatività, la batteria è ancora cinque volte più efficiente delle batterie alli ioni di litio presenti oggi sul mercato.

Per capire come sia stato possibile concepire una simile superbatteria è utile sapere qualche dettaglio chimico sul metodo di caricamento delle batterie agli ioni di litio. Questo tipo di batterie sfrutta una reazione chimica nella quale gli ioni di litio si spostano da un’estremità all’altra della batteria. Man mano che la batteria viene usata, gli ioni di litio si spostano dall’anodo al catodo, per poi invertire la rotta durante il processo di caricamento. Quando una batteria è in carica, gli ioni devono posizionarsi all’interno degli strati di grafene che costituiscono l’anodo. Il team di Kung ha studiato un nuovo tipo di anodo che integra strati di grafene e silicio, questo perché gli atomi di silicio permettono di alloggiare un maggior numero di ioni, e quindi di aumentare la durata di carica. Oltre a questo, i ricercatori si sono dedicati a praticare dei minuscoli fori nel grafene (tramite un processo di ossidazione) per fornire agli ioni una scorciatoia per arrivare agli strati interni, velocizzando così notevolmente il processo di caricamento.

Insomma, una simile soluzione permetterebbe di rivoluzionare l’utilizzo di dispositivi come smartphone, tablet, computer portatili e, in un futuro più lontano, veicoli elettrici. Ancora non sono state rese note specifiche sui possibile costi di fabbricazione, ma a giudicare dai materiali utilizzati e dal processo tutto sommato semplice per ottenere le nuove proprietà (gli esperimenti con il silicio vengono condotti già da anni, ma solo ora hanno iniziato a dare risultati), è probabile che non si dovranno accendere mutui per dotare il proprio laptop di una carica settimanale.

Rimettete in freddo lo spumante, però, perché stando alle previsioni di Kung e soci questa superbatteria non arriverà sul mercato prima di altri 3 o 5 anni.

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