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Google Wallet è qui, ma siamo davvero pronti per pagare con il cellulare?
Pubblicato da Roberto Catania in Google • 21/09/2011

Fate una prova: recatevi in un centro commerciale e provate a chiedere se è possibile pagare con Google Wallet. Ben che vada i commessi vi guarderanno male.
Ma come, il portafoglio elettronico di Google, il sistema che promette di cambiare il nostro modo di pagare è ancora un oggetto misterioso? Purtroppo sì.

Nonostante Google abbia terminato la fase di test e si dichiari pronta per quella commerciale, la possibilità di utilizzare il telefono come una carta di credito è ancora un’ipotesi più che remota.



Certo, il grosso è fatto. Esiste uno standard – l’NFC – che permette di fatto a tutti i portatori di interesse (negozianti, provider di carte di credito, produttori di dispositivi elettronici) di sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda, quella dei cosiddetti pagamenti di prossimità. Ed esiste pure la volontà di tutta l’industria dei pagamenti di aprire un nuovo canale per le transazioni.

Ma da qui a dire che è tempo di buttare il nostro portafogli in pelle per passare al borsellino digitale di Google ne passa. Anche negli Stati Uniti, primo paese in cui di fatto è partita l’avventura di Google Wallet è difficile fare previsioni su una possibile diffusione di massa.

Chi ha avuto modo di provare il servizio in questi mesi si è reso conto che in questo momento il servizio non può sostituire i vecchi sistemi di pagamento. Occorre innanzitutto un terminale abilitato, e almeno per il momento c’è solo il nuovo Nexus S. Occorre pure un contratto con l’operatore giusto (Sprint negli Stati Uniti) e una carta di credito accettata dal sistema di Mountain View (per il momento c’è solo Citi-Mastercards e la Google Prepaid Card). Ma soprattutto occorre che all’interno dei negozi ci sia un lettore (PayPass) abilitato per dialogare con i cellulari.

Anche se tutte queste condizioni fossero soddisfatte, poi, non è detto che il sistema funzioni correttamente. Dunque, per il momento, è sempre meglio portarsi dietro la buona e vecchia carta di credito per non correre il rischio di tornare a casa a mani vuote.

Si dirà che molte rivoluzioni hanno inizio in modo graduale. Vero, ma l’impressione è che per molti utenti (soprattutto per chi non è un nativo digitale) l’idea di pagare con un telefono cellulare sia ancora considerata poco pratica. E che questo in un certo senso possa rallentare il processo di diffusione.

Forse basterebbero un paio di azioni mirate per accelerare il passo. Investimenti decisi per rifornire i principali retailer delle grandi città con i lettori NFC, tanto per cominciare. E poi un’azione di sensibilizzazione sui vantaggi che un sistema come quello messo a punto da Google può portare in dote. Si potrebbe iniziare con le cosiddette carte fedeltà, giusto per far prendere un po’ di confidenza agli utenti senza spaventarli troppo con il concetto di un cellulare che ha dentro la carta di credito.

Quanto alla compatibilità dei nuovi dispositivi con i nuovi sistemi di pagamento, state tranquilli. Entro un paio d’anni l’NFC sarà un po’ come la fotocamera: uno di quegli accessori che ogni buon telefonino non potrà farsi mancare.


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