L'
antennagate dell'
iPhone 4 di
Apple non si ferma.
Non è bastata la conferenza stampa di
Steve Jobs, nella quale il numero uno di Apple ha dichiarato che tutti possono sbagliare, ma che anche la concorrenza ha gli stessi problemi. In Italia a battere di più è soprattutto
Altroconsumo.

L'associazione ha cambiato repentinamente idea in 48 ore: dopo un primo report positivo del 13 luglio, Altroconsumo ha pubblicato un altro report su iPhone 4 le cui conclusioni non lasciano adito a dubbi: «È inaccettabile – scrive Altroconsumo – che un prodotto di questo livello tecnologico abbia un difetto su un componente così essenziale. Diffidiamo Apple dal distribuire un solo telefono con questo difetto sul nostro mercato». Era l'eco nostrana dell'antennagate scoppiato nottetempo negli Usa su vari blog, con Gizmodo in testa, e poi sancito dalla stroncatura di Consumer Report.
Non tutti attaccano Apple. Secondo l'operatore telefonico Tre Italia, in realtà la vicenda non sussiste. Dopo una serie di test indipendenti, non solo Tre sostiene che l'iPhone funziona benissimo, ma che ha qualità superiori ai modelli precedenti e alla maggior parte dei concorrenti: migliore sensibilità di antenna, minori consumi, miglior passaggio da una rete all'altra, maggior velocità di trasmissione dati. «Nonostante il difetto riscontrato e ammesso da Apple – conclude l'azienda –, Tre Italia ha potuto verificare che l'iPhone 4 funziona meglio dell'iPhone 3GS anche in termini di ricezione radio e resta convinta che l'iPhone 4 diventerà il cellulare più venduto di sempre».
Dove sta la verità? Da un'altra parte, insegna la crisi dell'antennagate. Steve Jobs ha ammesso la crisi, portato i giornalisti a visitare le camere anecoiche super-segrete in cui si studiano le antenne, snocciolato i dati per cui a Cupertino si ritiene che «il problema riguardi solo una piccola parte degli utenti» (lo 0,55% dei primi tre milioni di acquirenti si è rivolto all'assistenza e solo l'1,7% ha restituito il telefono contro il 6% dell'iPhone 3GS). Apple insomma vigilava, ma dalla parte sbagliata. Leggeva i dati "hard", ma non guardava il chiacchiericcio della rete, dove i fattoidi si trasformano in certezze scientifiche. Insomma, Apple ha sentito tutto, ma non ha gli strumenti per ascoltare davvero la parte abitata della rete.
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