L’iPhone 4 è stato appena presentato e ha già riscosso una quantità di lodi e consensi sia da parte degli estimatori più fervidi del marchio della mela sia da chi tende a porsi su posizioni meno entusiastiche e più oggettive. Ma volendo analizzare ogni dettaglio in modo capillare e obiettivo, si scopre che ci sono numerose caratteristiche del nuovo melafonino che ancora lasciano piuttosto perplessi.
Innanzi tutto il display: la risoluzione che porta lo schermo a una densità di 326 ppi è in effetti esagerata per le finalità di utilizzo di uno smartphone. Qualsiasi sia l’applicazione in uso, una tramatura così fitta di pixel non ne cambia in effetti la percezione: una risoluzione anche leggermente più bassa avrebbe ottenuto lo stesso risultato, ma con l’effetto di rubare meno energia alla batteria e prolungarne ulteriormente la durata.
La videocamera frontale, per le videochiamate, è una novità sull’iPhone, ma in realtà è una presenza ormai consueta in tutti i cellulari – anche non smartphone – di terza generazione. In questo senso Apple arriva per ultima a introdurre una funzionalità che non poteva mancare e che quindi non deve stupire. A poco serve il tentativo di giustificare la novità con la funzione FaceTime, che consente di utilizzare le due fotocamere presenti alternando l’una all’altra tramite la pressione di un tasto.
Il sensore della fotocamera è stato portato a 5 megapixel. Un buon valore, ma va detto che esistono altri smartphone con sensori fino a 12 megapixel, quindi anche da questo punto di vista non c’è una primazia sul mercato. Lo stesso vale per la connessione Wi-Fi, che adesso opera sugli standard 802.11b/g/n: l’introduzione dello standard n in realtà non mette l’iPhone 4 al top, dal momento che Android 2.2 permette di trasformare il cellulare in un hot spot Wi-Fi a cui si possono connettere altri 8 device.
Infine, la non compatibilità con Flash. Si sa della querelle che Steve Jobs ha aperto con Adobe su questo punto. A ragione o a torto, resta che Flash è attualmente uno degli standard più diffusi sul web per la diffusione di contenuti multimediali e non supportarne l’utilizzo costituisce una seria limitazione per qualsiasi browser.
