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Nuovo Motorola Razr: la nostra prova “a tempo”
Pubblicato da Roberto Catania in Google • 10/11/2011

Il Motorola Razr è tornato, più sottile che mai. E questa volta c’è pure Android. Una vera manna per i fan del sistema operativo di Google che, oltre al solito carnet di funzioni all’ultimo grido (garantisce Gingerbread e la possibilità di passare ad Ice Cream Sandwich quando arriverà l’aggiornamento), hanno finalmente a disposizione un dispositivo dal design unico. Abbiamo avuto fra le mani il terminale per qualche giorno: qui di seguito le nostre prime impressioni nella consueta prova “a tempo”:



1. Accendere il telefono: 43 secondi
Non proprio quel che si dice una “scheggia”. Più che di Android, però, la colpa è delle varie personalizzazioni messe in atto da Motorola per arricchire l’interfaccia utente. Che – va comunque detto – non risulta appesantita come ai tempi dell’ingombrante MotoBlur.

2. Inserire una Sim card: 25 minuti
Giusto il tempo di capire che la batteria non è rimovibile, che lo slot per la Sim è proprio sul fianco del telefonino (accanto a quello per le schede di memoria), che il Razr accetta solo le micro-Sim (quelle dell’iPhone, per intenderci) e che conviene recarsi nel negozio dell’operatore sotto casa per farsi sostituire la vecchia Sim in formato standard. Voi che lo sapete, però, accorcerete i tempi.



3. Scorrere da cima a fondo una rubrica di oltre 500 contatti: 13 secondi
Dando delle sonore frustate di polpastrello si può scorrere un’intera rubrica di 500 contatti, dalla A alla Z, in meno di 15 secondi. Sintomo che l’interfaccia utente del Razr è fluida e reattiva come si addice a un telefono di questa categoria (il prezzo, lo ricordiamo, è di 599 euro). Più macchinosa la navigazione sulle pagine personalizzate da Motorola (ad esempio sull’aggregatore dei social network) ma si tratta comunque di lievi impuntamenti.

4. Assicurarsi che il telefono sia in tasca prima di uscire: 7 secondi
Una semplice palpata al taschino potrebbe non bastare, giacchè il Motorola Razr è così sottile (poco più di 7 millimetri di spessore) che rischiereste di non sentirlo al tatto. Meglio aprire la zip e dare una controllata a fondo.



5. Attivare il Wi-Fi: 4 secondi
Fra le tante widget a disposizione non mancano gli interruttori per attivare/disattivare le principali sorgenti di connettività: Wi-Fi, dunque, ma anche Bluetooth, Gps e Rete Gsm. Dedicato a chi è stanco di entrare in continuazione nel menu delle impostazioni di Android.

6. Scattare una foto al tramonto partendo dallo schermo bloccato: 6,7 secondi
Il menu della fotocamera del nuovo Motorola Razr è associato a un lock-screen attivo: significa che è possibile sbloccare il telefono e aprire la fotocamera in un colpo solo o, meglio, con un’unica gesture. Utile soprattutto nel caso vi passasse davanti uno degli ultimi panda giganti rimasti sul pianeta terra.



7. Scattare due foto consecutivamente alla vicina di scrivania: 4,5 secondi
Il lag fra uno scatto e l’altro è decisamente ridotto: tutto il tempo, o quasi, si perde nella prima messa a fuoco automatica del soggetto, che nel caso della vostra vicina di scrivania sarà piuttosto breve. Giusto per la cronaca: la qualità delle foto realizzate con l’obiettivo integrato da 8 megapixel non è affatto male, tende un po’ ai colori freddi, ma siamo comunque sopra la media. Più che positivo anche il responso della videocamera che, lo ricordiamo, permette di girare filmati in HD (1080p).

8. Sicnronizzare un account Twitter: 25 secondi
Il tempo di entrare in Account Personali, selezionare l’icona di Twitter e inserire il proprio nome utente e password. Giova a questo proposito la lunga lista di account preconfigurati (per i quali, cioé, basta inserire le credenziali di accesso) che oltre a Twitter comprende fra gli altri Facebook, Flickr, LastFM, LinkedIn, Yahoo! Mail e – ovviamente – vari servizi Google.



9. Scrivere a tutta velocità un sms con il proverbio “Chi va sano va piano e va lontano”: 11,8 secondi
Se partite da un collegamento alla cartella sms/mms sulla home del telefonino ci vogliono 3 passaggi per arrivare al campo di testo, tutto il resto è tempo speso nella scrittura del proverbio. Va detto che la tastiera virtuale del Motorola Razr non è sempre precisissima, vien da dire che con 4.3 pollici di schermo a disposizione si poteva fare di più. Ma per i cultori della scrittura d’avanguardia c’è il sistema Swipe, il metodo di inputazione “a strascico” che per molti è il T9 degli smartphone touch.

10. Attivare il Bluetooth e il navigatore dopo aver acceso il motore della macchina: meno di 2 secondi
Non serve nemmeno smanettare sul telefono: giusto il tempo di girare la chiave e il gioco è fatto. Merito delle cosiddette smart actions, le azioni intelligenti che permettono di attivare o disattivare automaticamente certe funzioni del Razr sulla base di alcune condizioni predefinite dall’utente. Possiamo chiedere al telefono di attivare il Bluetooth e il Gps non appena percepisce il segnale del nostro vivavoce in auto, per esempio, o dirgli di disattivare le funzionalità più energeviore (dati in background, gps e via dicendo) non appena il livello della batteria scende sotto il 30%, o ancora istruirlo ad attivare il Wi-Fi automaticamente non appena arriviamo in ufficio (lui lo capirà attraverso le celle Gsm). Roba che se l’avesse fatta Apple ne parlerebbero tutti i giornali in prima pagina.



11. Aprire la homepage di Panorama (versione desktop) con la sola imposizione della voce: 20,3 secondi
D’accordo, sul Motorola Razr non c’è Siri ma ci sono le azioni vocali di Google, che per quanto meno brillanti rispetto all’assistente virtuale di Apple permettono comunque di sbrigare alcune faccende in modo totalmente automatizzato e, soprattutto, senza mettere mano al telefonino. Basta un comando vocale per chiamare un contatto, inviare un sms, effettuare una ricerca sul Web o – appunto – aprire una pagina Web. Per inciso, nel calcolo rientra anche il tempo impiegato dal telefono per caricare per ntero la nostra home page utilizzando una connessione dati 3G. Non male, ma quando saranno attive le reti 4G (e il Razr supporta anche l’Lte) ci sarà da dvertirsi.

12. Iniziare a guardare un film in formato AVI di 790 Mb archiviato su un PC a 600 chilometri di distanza dal Razr: 3 secondi
Potenza di MotoCast, che non è una versione riveduta e corretta di iCloud ma una soluzione di remote streaming. Per non farla troppo lunga: chi ha un Razr non ha bisogno di traslocare file né di cambiare le codifiche dei file multimediali. Basta scaricare un software sul PC e assicurarsi che questo rimanga acceso. Al resto ci penserà Motocast, un sistema che di fatto permette di frugare in tutte le cartelle del PC e di fare lo streaming dei contenuti di qualsiasi natura, siano musica, foto o video. Chapeau (vale lo stesso discorso fatto per le smart actions).



13. Scaricare completamente la batteria: 38 ore
Nessun trucco, nessun inganno. Basta utilizzare in modo corretto le smart actions, suggerendo ad esempio al Razr di disconnettersi dalla rete dati durante le ore notturne piuttosto che limitare le connessioni una volta raggiunta una quota limite (ad esempio il 25% della carica residua). Per il resto valgono le solite raccomandazioni ben note ai possessori di telefoni full-touch: impostare le opzioni di risparmio energetico per il display (che tanto sul Razr resta comunque brillantissimo e luminosissimo), utilizzare il navigatore con moderazione e non esagerare con la sincronizzazione dei dati in background.

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