NUOVA DELHI - La società produttrice del
BlackBerry ha deciso, per evitare il blocco dei suoi servizi, che fornirà l'accesso ai dati criptati al governo indiano, che è determinato a fare i conti con qualunque società,
Google compresa, per tenere al sicuro da militanti e
cyber spionaggio il mercato di telefonia mobile a più rapida crescita nel mondo.
Lo hanno riferito oggi fonti governative.

L'assicurazione arrivata dalla canadese Research In Motion fa pensare che l'India possa fare rientrare la minaccia di bloccare i suoi servizi criptati di email e instant messaging.
L'India ieri ha concesso alla società produttrice del popolare BlackBerry fino al 31 agosto per rispondere alla richiesta di accesso ai servizi, pena la chiusura.
"Hanno assicurato che arriveranno con qualche soluzione tecnica ... la prossima settimana", ha detto una fonte governativa. "I nostri tecnici valuteranno se funziona".
Oggi dirigenti di BlackBerry hanno incontrato le autorità indiane. Dopo l'incontro Robert Crow, vicepresidente di BlackBerry, si è detto ottimista sulla possibilità di risolvere la questione: "E' un passo in un lungo percorso", ha dichiarato.
TIMORI LEGATI A TELEFONIA VIA INTERNET
La fonte ha aggiunto che il governo ha timori per la sicurezza legati alla telefonia via Internet e che ha deciso di intervenire con società come Skype.
"Ovunque ci sia un timore riguardante la sicurezza nazionale il governo chiederà l'accesso e qualunque Paese ha il legittimo diritto di interferire", ha detto a Reuters un'altra fonte governativa che si occupa di sicurezza.
"Abbiamo preoccupazioni su questi servizi (Google e Skype) riguardanti la sicurezza nazionale", ha aggiunto la fonte di alto profilo.
Le richieste dell'India alla Rim arrivano dopo un accordo raggiunto in Arabia Saudita, dove - secondo una fonte - la società canadese ha acconsentito a fornire alle autorità i codici per gli utenti di BlackBerry Messenger. Chiedono l'accesso anche Emirati, Libano e Algeria.
Negli attentati di Mumbai, che nel 2008 provocarono la morte di 166 persone, militanti con base in Pakistan usarono telefoni cellulari e satellitari. Si sospetta che abbiano usato servizi di telefonia via Internet.
Le autorità indiane da oltre un anno hanno nel mirino il servizio messaging di Google, Skype e altri provider di comunicazioni nel Paese. Hanno anche costretto gli operatori di telefonia mobile, compreso Bharit Airtel leader nel settore, a seguire rigide norme per l'importazione di attrezzature per telecomunicazioni.
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